ADHD

Faremo insieme un bel percorso per capire bene cos'è questa "malattia" , personalmente ho le idee confuse dalla letteratura, ma un approccio personale piuttosto chiaro, innanzi tutto voglio dire che la disattenzione e  l'iperattività sono sintomi di qualcosa che non va nel sistema nervoso, quindi un approccio fisiopatologico , a mio avviso è l'unico che può avvicinarsi al disturbo del bambino e  per cercare di risolvere i suoi problemi se non si parte da cosa provoca il disturbo la scelta terapeutica è un non senso, l'iperattività ad es. non è a mio avviso un semplice sintomo , ma la conseguenza di in incapacità di controllo dei movimenti ipercinetici che fisiologicamente si verificano ma sono filtrati dal sistema extra piramidale, in pratica tutti i movimenti sono viziati da ipercinesie , ed anche un postura statica lo è , se non li compiamo , se controlliamo il bisogno ci sbattere un piede o sbattere le dita è perché funziona qualcosa che non fa compiere questi movimenti; il bambino ADHD , probabilmente lo fa per non disperdere la sua attenzione in altro, anche controlli inconsapevoli, quindi in un certo senso chi è affetto da ADHD ha un eccesso di attenzione per un singolo circuito attivo in quel momento, come se raccogliesse le forze solo per fare quella cosa  che non è detto sia la cosa che vogliamo faccia) , per questo motivo la terapia cognitivo comportamentale  ,può essere utile , ma pecca di un difetto  ( che è proprio dell'approccio in genere ) crea uno schema rigido di soluzione comportamentale , ma ciò se può essere utile ad un educatore a fra stare "tranquillo" il bambino , penso sia meno utile al bambino stesso a trovare una strategia nel "qui ed ora" a quel problema specifico, in pratica questa educazione comportamentale , ( come molte"educazioni") recide l'eccezionalità dell'individuo, siccome siamo di fronte a sorgetti che hanno spesso ( per selezione naturale ) capacità intellettive notevoli , a mio  avviso possono usare un espediente comportamentale , ma solo dopo un analisi profonda , di ciò che il deficit ha provocato in via secondaria, ad es in termini di autostima.Il mio orientamento è verso una tecnica gestaltico transazionale , l'analisi transazionale come momento di riconoscimento del copione di vita, e la costruzione di un  Genitore forte ma flessibile , nel senso che deve essere in grado di dialogare con bambino libero che in questa sindrome in cui il gioco è il controllo del comportamento, è spesso inibito , creando problemi di natura sociale e non solo per il soggetto stesso; il soggetto vive male perché si adatta male alle necessità del gruppo, ecco perché il lavoro è sulla costruzione di un adulto efficace; ma nell'approccio pediatrico , questo sarà solo un obiettivo programmatico, con  una terapia  di supporto che salvaguarda le potenzialità espressive del singolo soggetto ( evitando cadute dell'autostima a seguito delle difficoltà oggettive che la malattia provoca , nel percorso scolastico , ad es, ma anche in molte attività di gioco e di gruppo ( e spero di focalizzarne, durante questo percorso, il motivo). Proporre un modello genitoriale valido a contatto del bambino è anche fondamentale  ( quindi in pratica verificare il Genitore della mamma e del papà storici e intervenire su questo aspetto ,che spesso è deficitario). Il Genitore dei genitori  dovrà essere  restaurato nelle caratteristiche , ponendo una normatività necessaria ; ma fornendo anche la giusta accoglienza, perché,  un bimbo ADHD tende ad isolarsi pur essendo affamato di amore, e nutrire con saggezza (senza soffocarlo) questa fame è lo strumento più efficace per aver successo.
D'altra parte e questo è un aspetto da porre in giusto risalto ( e spero che alla fine di queste considerazioni sia più chiaro perché avvenga ) il bambino ADHD diviene  spesso un adulto Ossessivo Compulsivo,  questo perché ha rigidamente controllato le difficoltà poste dalla sua condizione morbosa, perciò , dare regole comportamentali rigide senza comprendere la dinamica storica della malattia e cosa è dipendente dal  disturbo e cosa è una reazione al disturbo, può paradossalmente favorire il passaggio ad un percorso in questa direzione (DOC acronimo inglese di disordine ossessivo compulsivo)

Tutto ciò che ho detto , è frutto di una mia considerazione personale , diciamo è una mia tesi cercherò in letteratura conferme e vi proporrò man mano che le studio le referenze utili a stare con i piedi per terra, per questo ( e ora non so se il sito lo permette perché è un tentativo, ma lo permetterà di sicuro in futuro) sarei felice se mi date i vostri commenti e soprattutto le critiche ( ovviamente costruttive come tutte le critiche sensate dovrebbero essere) per orientarmi in questo percorso che mi ha sempre affascinato.

 


Notizie Mi sono laureata a Napoli nell' 83  alla Federico II con una tesi in gastroenterologia pediatrica, con 110; ho frequentato grazie ad un borsa di studio l'Ospedale pediatrico Bambin Gesù , lavorando sulla immunoterapia specifica in allergologia pediatrica . mi sono specializzata in  pediatria nell'87  e lo stesso anno ho iniziato a lavorare come pediatra di base a Napoli ; oggi svolgo la mia attività al Vomero dove abito e nello studio di Pianura dove sono   convenzionata.   Altri miei interessi sono la nutrizione , ho un diploma di Dietesta e la Psicoterapia, sono specializzata psicoterapeuta ad indirizzo Gestaltico Transazionale. Spero di imparare a gestire bene questo sito in modo da poter descrivere con maggiori dettagli il mio percorso e l'importanza dello strumento psicoterapeutico in generale  e di analisi transazionale in particolare per sostenere un corretto sviluppo della personalità  infantile , con l'analisi transazionale ,che  analizza in modo diretto ed efficace sia il bambino sia l'ambiente in cui forma la sua personalità , ambiente quindi ,formato dalla madre ,nei primissimi tempi , che come afferma Winnicott nella primissima infanzia è costituito dalla madre .Per questo grande Pediatra , la madre, mediante la preoccupazione primaria si pone per un certo periodo come identità vicariante del suo bambino, per permettergli di sviluppare la sua soggettività ;questa è la realtà esterna che man mano si definisce iniziando dalle sensazioni fisiche che procura , sensazione di caldo di sazietà di morbidezza , di accoglienza , e tutto ciò è generato dal suo corpo dalla tensione dei suoi muscoli , da quella comunicazione cosi primitiva ma cosi  priva di falsificazioni , che è il linguaggio corporeo , è importante , quindi per una figura che voglia essere madre di quel neonato che si affaccia al mondo , capire che può mentire con il linguaggio , ma non con il corpo il modo di sedersi di tenere in braccio un bambino rivela le tensioni le frustrazioni i sensi di inadeguatezza, ovviamente la madre naturale  , è favorita da una serie di meccanismi neurormonali fisiologici  tra cui l'allattamento al seno che è una vera e propria palestra adattativa della  sincronizzazione che si deve instaurare  tra i l piccolo e la madre e  le loro specifiche aspettative ,  ecco perché in ogni caso in cui nevroticamente si abbandona l'allattamento al seno ,il pediatra preparato ad analizzare in una prospettiva psicodinamica ciò che sta osservando può trovare  il sintomo di un problema della creazione di questo ambiente  psicologico produttivo,  e dovrebbe intervenire ,al di la del fatto che il latte materno ha un valore nutrizionale superiore a quello commerciale , principalmente  perché indica una difficoltà che più che stigmatizzata va compresa ,interagire con la madre in difficoltà in questo delicato momento in modo da sostenerne le richieste , invece che negare  un problema creando una intrusione esterna il latte adattato, è la differenza che vige anche in altri aspetti tra un buon pediatra che definisce e diagnostica e magari sostiene senza alterare gli equilibri e un dispensatore farmaceutico a sevizio delle multinazionali ,perché la differenza  è sempre questa  , e lo sarà con il curare un mal di gola o  la collinetta gassosa , e il motivo di non intervenire , in modo indiscriminato farmacologicamente o artificialmente ,non è nei costi  , o almeno non solo nei costi , ma  è sopratutto nel  modo di porsi  rispetto agli obiettivi di lavoro ;nel voler partecipare ad un progetto artistico, che è la formazione di un bambino sano ed equilibrato. Ma al di la  della integrazione teorico un po idelistica, penso sia importante la conoscenza di cosa si sta verificando e come si può migliorare la creazione di una ambiente di esperienza ottimale alla formazione di un individuo autonomo che si sente accettato dal mondo, infatti il fallimento di questa prima relazione fondamentale con il mondo é importante per il modo come si vedrà l'intera realtà , il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto con cui si osserverà il mondo con tutte le difficoltà che una visione nichilista supporta , si forma a partire da qui ..


Il cervello dell'uomo è la macchina più complessa che vi sia sul pianeta Terra , ed essendo una macchina biologica e naturale , è anche il prodotto ultimo dell' evoluzione :quello comparso più tardi , e , con tutte le sue imperfezioni , il prodotto più tecnicamente avanzato, anche il più potente e il più terribile : si potrebbe pensare al cervello dell'uomo come al fine ultimo dell'evoluzione , ma anche alla causa potenziale della fine della natura vivente , e dunque della chiusura del processo evolutivo sulla terra. (F Panizon neuroscienze dello sviluppo)



 Voglio citare come prefazione un pezzetto della prefazione del compianto prof Panizon ( professore di pediatria dell’università di Trieste e a mio avviso  padre , anzi “madre” di molti pediatri della mia generazione ,tramite la bella rivista medico e Bambino)a un libro a cui spesso farò riferimento perché gradevolissimo” Neuroscienze dello sviluppo ABCD per il pediatra e la famiglia curiosa”, perché descrive un po’ il mio stato di animo nella scrivere questi articoli 

Chi ha scritto questo libro non ha nessuna esperienza in campo ; i suoi interessi sono solo teorici , non ha mai curato un bambino con problemi caratteriali , comportamentali , psicosomatici, neurologici. E’ uno di quei pediatri che vengono definiti  veterinari. Non ha neppure delle conoscenze neurologiche  e tantomeno psicologiche di prima mano: Tutto quello che ha scritto è preso da altri libri di ricerca. E allora perché mi sono permesso di farlo ? Un po’ ve l’ho detto ho cominciato a scriverlo perché ero curioso , l’ho scritto per imparare. L’ho scritto perché ero ( sono ?) un pediatra. Ho cominciato col voler capire una cosa semplice , l’ omeostasi , i rapporti tra mente e corpo , il placebo. Mi sono accorto che ci sono cose che si sanno poco e si devono sapere meglio, che ci sono cose semplici che qualcuno ci vuole dare per complicate , ma anche che ci sono cose che sembrano semplici e che sono invece oltre la comprensione : Che è comunque necessario rifarsi le basi per capire qualcosa. Ho accettato anche che dovevo accettare , che dovevo accontentarmi di una comprensione parziale , che era opportuno fermarmi ai primi gradini... ma anche questi primi passi potevo condividerli con altri .Che potevo comunque aggiungere,a pensieri piu complessi e più alti di quelli ai quali posso arrivare , altri pensieri che derivano dalla mia professione come il pensiero clinico , il pensiero epidemiologico, il pensiero evoluzionistico,il pensiero terapeutico i concetti della medicina basato sulle prove . Cosi mi sono sentito di nuovo sulla mia strada , e , sia pure da dilettante , mi sono trovato alcune giustificazioni alla stesura di questo libro. 


 


Sviluppo psicomotorio del bambino Dalla nascita i ai mesi seguiamo le tappe dello sviluppo del cervello del bambino, e delle sue capacità cognitive e motorie. Analizzandole nel dettaglio, è possibile individuare il limite tra la normalità e quello che può essere considerato un segnale di allarme che deve indurre un genitore a far controllare il piccolo dal suo medico curante. SVILUPPO POST NATALE DELL’ENCEFALO Nessun cervello è uguale ad un altro neppure il cervello di 2 gemelli omozigoti . Perché il cervello si forma sotto la guida di geni architetti che ne definiscono la struttura generale , ma i particolari di questa struttura  ( la microstruttura ) vengono ridefiniti via via da quanto accade durante lo sviluppo . Secondo edema dopo una crescita tumultuosa delle epoche prenatali nel cervello sopravvivono i neuroni , in realtà non i neuroni singoli ma i gruppi di neuroni consociati in particolari funzioni dotati di maggiore efficienza  di migliore opportunità, pratica quelli che trovano nel cervello la posizione ottimale , quelli che sono più utilizzati. che si trovano ad essere più attivi e perciò co-reagiscono efficacemente con altri neuroni, lo stesso si può dire delle sinapsi  ( le connessioni tra cellule) 8 quelle che uniscono neuroni e si attivano si sviluppano mentre  quelle meno utilizzate finiscono per svanire , si ha perciò morte neuronale ( che si verifica massimamente per apoptosi)  ( o morte cellulare programmata) , e per le sinapsi si ha il fenomeno di pruning  ( della potatura ) dei rami sovrabbondanti che si verifica in larga parte subito dopo la nascita  , in realtà il fenomeno della potatura si verifica nel corso dello sviluppo e sono dovuti oltre alla mielinizzazione all’ aumento delle cellule gliali  con le ramificazioni Questo sviluppo continuo che connette tra loro i neuroni organizzandoli in gruppi  relativamente autonomi che agiscono  in stretta elaborazione tra di loro e che si connettono con altri gruppi neuronali anche molto distanti sta alla base della maturazione delle funzioni cerebrali . superiori e i l passaggio da un  stato all’altro dell’intelligenza secondo Piaget Nel processo evolutivo del cervello, è molto importante il contesto nel quale il bambino cresce e si sviluppa. I genitori hanno un ruolo fondamentale in questa crescita, perché devono e possono influenzare tutte le aree dello sviluppo del loro bambino in molti modi, ogni giorno. Molti genitori intuiscono l'importanza che hanno nello sviluppo di un bambino le relazioni affettive stabili, appropriate all'età, e le esperienze che suscitano il loro interesse e stuzzicano la loro curiosità. Ogni bambino è unico in termini di temperamento, preferenze, modo di essere, gusti e personalità. E ben presto un genitore ne acquisusce consapevolezza e impara a conoscere e riconoscere il suo bambino.   Dalla nascita i ai mesi seguiamo le tappe dello sviluppo del cervello del bambino, e delle sue capacità cognitive e motorie. Analizzandole nel dettaglio, è possibile individuare il limite tra la normalità e quello che può essere considerato un segnale di allarme che deve indurre un genitore a far controllare il piccolo dal suo medico curante.

 

Dalla nascita ai due mesi
La visione è una delle maggiori fonti d'informazione del neonato sul mondo esterno. Al momento della nascita il neonato ha circa 100 miliardi di cellule cerebrali, che cresceranno in base ai segnali che riceveranno dalle altre cellule. Fino ai tre mesi i bambini vedono meglio quando guardano le cose o i volti con la coda dell'occhio -visione periferica- e notano più facilmente i movimenti e i contrasti (ad es. il chiaro/scuro). Poi, gradualmente, sviluppano la visione centrale e dai tre mesi in poi cominciano a guardarsi le mani e possono seguire con lo sguardo un oggetto in movimento circolare.
Per quanto riguarda l'udito, altra fonte di informazione, i neonati sentono una grande varietà di suoni e sono particolarmentesensibili al suono della voce umana e preferiscono la voce della mamma a quella di qualsiasi altra persona.
Alla nascita, le aree del cervello deputate al controllo e al coordinamento del movimento volontario non sono ancora ben sviluppate. Tali aree motorie cerebrali maturano in una sequenza cranio-caudale (dall'alto in basso), il che vuol dire che le aree cerebrali che controllano i movimenti del capo e del collo maturano prima di quelle che controllano i muscoli degli arti superiori e del tronco che, a loro volta, maturano prima di quelle che controllano gli arti inferiori. Dalla nascita ai due mesi
La visione è una delle maggiori fonti d'informazione del neonato sul mondo esterno. Al momento della nascita il neonato ha circa 100 miliardi di cellule cerebrali, che cresceranno in base ai segnali che riceveranno dalle altre cellule. Fino ai tre mesi i bambini vedono meglio quando guardano le cose o i volti con la coda dell'occhio -visione periferica- e notano più facilmente i movimenti e i contrasti (ad es. il chiaro/scuro). Poi, gradualmente, sviluppano la visione centrale e dai tre mesi in poi cominciano a guardarsi le mani e possono seguire con lo sguardo un oggetto in movimento circolare.
Per quanto riguarda l'udito, altra fonte di informazione, i neonati sentono una grande varietà di suoni e sono particolarmentesensibili al suono della voce umana e preferiscono la voce della mamma a quella di qualsiasi altra persona.
Alla nascita, le aree del cervello deputate al controllo e al coordinamento del movimento volontario non sono ancora ben sviluppate. Tali aree motorie cerebrali maturano in una sequenza cranio-caudale (dall'alto in basso), il che vuol dire che le aree cerebrali che controllano i movimenti del capo e del collo maturano prima di quelle che controllano i muscoli degli arti superiori e del tronco che, a loro volta, maturano prima di quelle che controllano gli arti inferiori.